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Bruno Rebolini

nuovo presidente del CdC RAEE

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Luglio 2020 - Il Consiglio di Amministrazione di ESPRINET ha nominato Direttore Generale Giovanni Testa con decorrenza 27 luglio 2020. Nato a Milano, il 26 maggio 1968, dopo la laurea in Giurisprudenza, Giovanni Testa inizia la sua carriera lavorativa nell’ambito del controllo di gestione. Con il suo ingresso in Esprinet è stato in grado di migliorare ulteriormente le sue competenze in materia di credito, tesoreria e data-warehouse. Nel corso degli anni, grazie alla sua esperienza nel controllo di gestione e nell'area del credito, sviluppa eccellenti rapporti con clienti e fornitori del Gruppo, lavorando direttamente con la direzione commerciale. A novembre 2016 è stato nominato Business Operations Manager del Gruppo Esprinet con 5 direzioni commerciali a suo diretto riporto.

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Elettronica di consumo. Per definizione.


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RAEE, l’Italia lontana dagli obiettivi UE

30-07-2020 18:34

Publiedim

RAEE, l’Italia lontana dagli obiettivi UE

Pur avendo aumentato del 10% la raccolta di rifiuti elettronici, il nostro Paese si allontana dai target europei

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Secondo il Rapporto Gestione RAEE 2019, che sintetizza i risultati delle dichiarazioni annuali fatte dagli impianti di trattamento iscritti all’elenco obbligatorio gestito dal Centro di Coordinamento RAEE, lo scorso anno in Italia sono state trattate 463.953 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Un dato che considera sia i RAEE domestici sia quelli professionali avviati al recupero sul territorio nazionale e consente di monitorare la situazione del nostro Paese rispetto agli obiettivi di raccolta comunitari. Nel 2019 gli impianti di gestione dei RAEE che hanno effettuato la dichiarazione annuale al Centro di Coordinamento sono stati 976, 14 in più rispetto ai 962 del 2018. Il conteggio comprende sia gli impianti dediti al trattamento per il recupero delle materie prime sia quelli che svolgono semplice attività di stoccaggio dei rifiuti in attesa dell’invio a un impianto di trattamento. In termini di ripartizione territoriale, la presenza più consistente rimane concentrata nel Nord Italia dove sono attive 691 strutture, mentre nel Centro Italia sono 138 e nell’area Sud e Isole 147. Lo scorso anno gli impianti hanno dichiarato di avere gestito complessivamente 463.953 tonnellate di RAEE, quindi il +10,11% rispetto al 2018, una crescita in linea con quello precedente. Di queste 463.953 tonnellate, il 76,27% (pari a 353.840 tonnellate) è riconducibile ai RAEE domestici, mentre il 23,73% (pari a 110.113 tonnellate) è composto dai RAEE professionali. Il dato ci dice anche che la maggior parte dei rifiuti tecnologici domestici è composta apparecchiature appartenenti al raggruppamento grandi bianchi (R2), la cui incidenza cresce dell’11,75% rispetto al 2018, e di quelle del freddo e clima (R1) che registra un incremento del 12,2%. Ma qual è lo stato dell’arte della raccolta dei RAEE nel nostro Paese alla luce degli obiettivi di raccolta stabiliti dalla Direttiva Europea 2012/19/UE a salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente e della salute umana? Dal 2019 il target di raccolta UE – inteso come rapporto tra i RAEE raccolti nell’anno di riferimento e la media delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) immesse sul mercato nel triennio precedente – è passato dal 45 al 65%. In Italia il tasso di ritorno conseguito nel 2019 è stato del 39,53%. Nonostante il dato sia ricavato sulla base dei dati disponibili per il CdC RAEE al 30 giugno 2020, il risultato è in calo rispetto al tasso di ritorno registrato nel 2018 e pari al 42,84%. “Nel 2019 c’è stato un ulteriore incremento nella quantità di RAEE avviate a trattamento in Italia” dichiara Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE, “sintomo di un incessante lavoro effettuato da tutti i soggetti che costituiscono la filiera degli operatori RAEE italiani. Non traggano in inganno i dati sulla raccolta e l’avvio a tratta-mento dei RAEE che arretrano rispetto a un anno fa, ma il contesto in cui si muove questo settore industriale è sensibilmente cambiato con l’ampliamento di applicazione della direttiva sui RAEE a maggiori tipologie AEE. Quasi 20 punti percentuali di aumento relativo all’immesso sul mercato rispetto al triennio precedente cambiano paradigma e il risultato di quasi il 40% di tasso di ritorno deve essere valutato come un risultato lusinghiero. È necessario concentrarsi su questo risultato per effettuare il percorso di miglioramento che ci può condurre al target europeo, ma senza alcuni strumenti normativi come il decreto sui raggruppamenti diventa arduo comunicare ai detentori dei RAEE che devono gestire il loro rifiuto in maniera adeguata”.

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